Lario People.
A tu con tu con Edy Tassi, originaria di Cantù, Como.
Edy ama definirsi una “TradAutrice”, traduttrice e scrittrice insieme. Attraverso le parole, regala emozioni…

 

Chi è Edy Tassi?
Mi definisco una TradAutrice, perché mi divido in uguale misura tra la traduzione e la scrittura. Ho cominciato a tradurre per Harlequin Mondadori circa quindici anni fa e poi, nel tempo, ho iniziato collaborazioni con altre realtà editoriali come Piemme, Feltrinelli, Kowalski, Morellini, Sperling & Kupfer. Sul versante della scrittura ho “sullo scaffale”: Ballando con il fuoco ed Effetto domino, pubblicati da Harlequin Mondadori; Non c’è gusto senza te, pubblicato da Harper Collins Italia; e Scrivere Rosa, pubblicato da Editrice Bibliografica.
Come background, ho conseguito una laurea in letteratura tedesca, un master e un diploma in traduzione.
Le mie giornate ruotano attorno ai libri: quelli che traduco, quelli che scrivo, quelli che leggo (sul comodino ne ho talmente tanti, che ormai di comodini me ne servono due!); e alla famiglia. E siccome lavoro da casa, mio marito e le mie figlie hanno dovuto imparare in fretta che la mamma, anche se c’è, non c’è. E che anche quando sono sul divano con una tazza di tè e un libro in mano, sto lavorando.

 

Quando nasce la passione per la scrittura creativa?
Credo di esserci nata. Ma ricordo che la prima manifestazione tangibile si è verificata attorno ai nove anni, quando a mio nonno, per il compleanno, ho chiesto in regalo una macchina da scrivere. Era una Olivetti Lettera 22, con la custodia color salvia. Sin da piccola mi è sempre piaciuto leggere, adoravo le emozioni che mi regalava la lettura e il desiderio di scrivere ne è stata la diretta conseguenza. Anche io volevo poter regalare emozioni simili, attraverso qualcosa di mio.
Quello che mi ha condotto alla pubblicazione, però, è stato un cammino un po’ a singhiozzo, perché prima dell’avvento di internet e della possibilità di autopubblicarsi, non era facile varcare le porte dell’editoria; e poi c’era la vita, che chiedeva tempo, energie, imEpegno. Però il pensiero di scrivere tornava a far capolino sempre. Finché a un certo punto ho deciso di fare sul serio.

 

Ci racconta del suo ultimo libro, scritto con la foodblogger Gloria Brolatti?
“Non c’è gusto senza te” è una commedia romantica. Come tutte le commedie fa sorridere, ridere e a volte anche commuovere, perché la vita è un po’ così.
La storia racconta di un raffinato chef, di quelli che amano rendere sferico il fumetto di pesce, e di una foodblogger un po’ pasticciona, come tante di noi, che quando si mettono ai fornelli non sempre rispettano le regole auliche della cucina ma prendono scorciatoie e non disdegnano il banco dei surgelati al supermercato. Massimiliano Vialardi e Caterina Malena sono un po’ lo specchio della cucina che ci viene presentata oggi in televisione e di quella della realtà quotidiana. Attorno a loro c’è una serie di personaggi secondari che abitano il romanzo creando un contorno affollato, a volte spiritoso, a volte tragico, a volte cinico e ironico. Ci sono due idee di famiglia, quella molto assente e quella molto presente. Ci sono i rapporti con le amiche, i vicini di casa. C’è il cioccolato, tanto cioccolato. E ci sono le ricette. Perché come diciamo io e Gloria, Non c’è gusto senza te è un libro che leggi sul divano e quando lo hai finito te lo porti in cucina.

 

Sogni nel cassetto?
Be’, se devo sognare in grande, la cosa più bella sarebbe vedere un mio romanzo che diventa un film, o una fiction. O riuscire a conoscere alcune delle mie autrici preferite, come Susan Elizabeth Phillips, Federica Bosco e la meravigliosa Fannie Flagg.
Restando più nella sfera del “probabile”, mi basta continuare a scrivere e allargare il numero delle mie lettrici. Recentemente per esempio è uscito un altro romanzo, Assolo, pubblicato da Emma Books una casa editrice al femminile e completamente digitale, che è il primo di una serie ambientata nel mondo della danza, disciplina che amo molto e che ho studiato per vent’anni.
E poi, ovviamente, avere sempre tanto, tanto tempo per leggere.

 

 

 

 

Sara Biondi