Il Lario e il Design
A tu per tu con il designer Filippo Mambretti di Mambrò Design Studio con sede a Chiasso.
Ma chi è Filippo Mambretti?

A questa domanda, che abbiamo rivolto al designer, lui ci risponde così:  “Mio Dio è una domanda da stizzacervelli… Già mi chiedo se prevede una risposta in terza o prima persona… Chi sono? Sono semplicemente una persona che ha deciso, più o meno consapevolmente di seguire un percorso professionale, e cerca di farlo coincidere con un percorso di maturazione personale e umano. Ad essere sincero, ad oggi il ricordo di dove sono partito e del perchè risulta a tratti sbiadito, ma non per un fattore di memoria o di vissuto, ma piu che altro perchè forse ho scritto, cancellato, riscritto e ricancellato troppe volte un reale punto di partenza professionale, e ad oggi penso solo che se di lavoro faccio il designer è per un mix di imprinting famigliare, territoriale, culturale e passionale, essendo nato e cresciuto in Brianza tra Cantù e Mariano Comense, parlare e pensare al mobile è facile e forse chiunque è della zona ha nel proprio DNA quel sapere professionale che si fonde alla cultura artigianale tipica del nostro distretto, inoltre mi ha sempre affascinato la bellezza traslata al prodotto ed alla sua forma o funzione, quella capacità di donare ad un prodotto una sensualità ed un desiderio quasi umano, capacità di cui noi Italiani siamo maestri assoluti e che forse realmente rappresenta il vero “fatto in Italia” .”

Filippo Mambretti, comasco, classe 1981, vuole pensare alla  progettazione “come alla possibilità di mettere in contatto la società attuale con i prodotti di consumo, creando un ponte sia estetico, sia percettivo con gli oggetti che ci circondano ed arricchiscono caratterizzando le nostre vite“…

 

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Cosa rappresenta per te il Design?
Per me il Design rappresenta un’ aspetto fondamentale della mia vita, ramificato in differenti aspetti sia umani che professionali.
Da un punto di vista professionale è un lavoro, una fonte di sussistenza, una gratificazione o una delusione a dipendenza del successo o meno di un progetto, la dimostrazione concreta e personale che a volte senza scendere a compromessi, piaceri o spintarelle si riesce a costruire qualcosa del tutto proprio, anche se devi sacrificare molto e faticare il doppio, il piacere poi nel raggiungimento di un obbiettivo professionale ha un sapore del tutto differente.
Dal punto di vista umano è uno sfogo creativo, una rappresentazione concreta del mio pensiero, un sogno che vede il design come quella disciplina in grado di avere ripercussioni sociali, economiche e tecnologiche.

Contaminazione. Design e Architettura. Cosa ne pensi?
Entrambe queste discipline hanno differenti punti in comune, entrambe hanno una diretta correlazione con processi produttivi ed industriali, entrambe hanno una matrice e delle fondamenta storiche che si evolvono a pari passo con la tecnica e la tecnologica, entrambe rappresentano la società per le quali sono state create, o meglio sia il design che l’architettura descrivono quei costumi ed usanze che a loro volta rappresentano la civiltà che li ha progettati, entrambe queste discipline vivono con l’uomo e hanno con lui un legame diretto che ne motiva la loro stessa esistenza, entrambe i tipi di progetto sia architettonico che di design rappresentano il soddisfacimento di un bisogno umano, estetico o funzionale, quindi è normale che le due discipline si contaminino, anche perchè un’architettura senza design è una scatola vuota, ed il design senza architettura, è solo un oggetto dimenticato e perso.

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Hai un progetto a cui sei particolarmente legato?
Uno dei progetti a cui sono piu legato è la poltrona ILLUSIONE progettata per il brand italiano DESIGNMOOD e presente nello showroom comasco S2style, questo progetto rappresenta di fatto il mio reale inizio professionale nel mondo del design, è stato il primo progetto con cui ho vinto sia un premio sia un concorso, ed il mio primo prodotto in produzione, inoltre è stato scelto lo scorso anno dall’Arch. Renzo Piano per l’arredamento del MUSE di Trento, e per me essere scelti da un maestro dell’architettura per un suo progetto è un onore e una conferma professionale.
Inoltre ILLUSIONE è forse il mio progetto più “sognante” e tecnicamente complesso, difatti è una poltrona organica 100% prodotta in legno, un materiale a me molto caro, ottenuta senza giunti metallici o incastri incollati, ma tutta l’intera struttura è stabilizzata tramite incastri e tagli, e quindi risulta un sogno ed una scommessa progettuale concretizzata e vinta.

 

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Ci racconti di un tuo ultimo prodotto di design? O di nuove collaborazioni?
Per il prossimo Salone del mobile di Milano 2015 avrò il piacere di firmare delle nuove collaborazioni con brand come D3CO, Elementi, Zava, Luci Italiane, Icons, LaTrentina, Cabelli, Sforzin e 3PIX marchio costituito da me e dall’architetto comasco Francesco Pusterla che ci vedrà impegnati nella realizzazione di un modulo costruttivo parametrico stampato con le nuove tecnologie di 3d printing con il quale svilupperemo un’intero allestimento espositivo di 80 mq presso la Fiera di Rho durante il Salone del Mobile.
Ad inizio 2015 è stata presentata a Parigi per la Maison & Objet la collezione RAY di gioielli stampati in 3D , per il brand Bijouets, ispirati all’arte decò e più precisamente all’era della golden age americana, e a breve verrà lanciata la collezione di lampade ICON progettata per il brand Morosini, che rappresenta un legame Tra moderno e classico, tra rigore e spensieratezza.
La collezione Icon rappresenta un incontro esclusivo tra il mondo delle icone e quello della sperimentazione. Il paralume in tessuto viene rivisitato come una tela di un pittore, che può ricreare e rappresentare spaccati di realtà, oggetti comuni della vita quotidiana, come elementi legati a sogni ed immaginazione, arricchendo e caratterizzando ogni tipologia di ambiente, dallo spazio commerciale alla casa privata.
Icon è un progetto estetico in divenire, che affronta la sfida del “già visto” con la sorprendente semplicità del “mai pensato”. È un prodotto evolvibile e customizzabile in infinite declinazioni funzionali e grafiche, capace di rinnovarsi e rinnovare lo spazio con la stessa freschezza.
Icon è composta dagli stessi elementi di cui sono fatte le icone: la leggerezza della fantasia, l’immediatezza dell’intuizione, e la forza della meraviglia.
Sara Biondi

 

 

Le foto concesse dal designer sono relative ai prodotti di design,  HUBERTUS: specchio, appendiabiti per il brand MOGG; RAY: anelli per il brand BIJOUETS; ICON. lampade per il brand MOROSINI; ILLUSIONE: poltrona per il brand DESIGNMOOD; CYRANO: orologio per il brand GLOOOK.

 

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