Mattia Vacca, classe 1978, affermato fotogiornalista comasco! Un curriculum di tutto rispetto, importanti collaborazioni con le più grandi testate italiane ed internazionali: dal Corriere della Sera a La Repubblica, da La Stampa, a The Guardian, dal The Telegraph… e poi Daily Mirror, France Soir, il Giornale, il Messaggero, Libero, La Gazzetta dello Sport, La Padania. I suoi scatti sono stati pubblicati su magazine internazionali tra cui Private Photoreview, Sette, Sportweek, Etiqueta Negra, Street Photographer Magazine, Bak Magazine, Fstop magazine, File Magazine, Bild der Frau e su molti libri tra cui il  “NYPH Journal: The Future of Contemporary Photography”, PowerHouse Books, 2014 e il “RPS Journal 2013″ The Royal Photographic Society, 2013…
Dal 2011 al 2014 è stato un susseguirsi di premi e riconoscimenti internazionali l’ultimo dei quali l’IPA International Photography Awards, Honorable Mention category Editorial Feature Story / USA nel 2014.
Le sue fotografie sono state protagoniste di mostre ed exhibition in giro per il mondo: Georgia, Polonia, Londra, Chicago, Bulgaria e ovviamente in molte città d’Italia.

 

carnevale schignano _ lake como

Mattia Vacca, nel 2011, decide di intraprendere un’avventura sul Lario: scoprire e fotografare il Carnevale di Schignano. Un carnevale “arcaico” fatto di storia, tradizioni ed unicità. Mattia Vacca per tre anni scatta, siamo nel 2014 quando il suo lavoro, grazie a un progetto di Crowdfunding, diventa un libro: il “A Winter’s Tale”!
Abbiamo deciso di incontrarlo per farci raccontare questa straordinaria esperienza e “rivivere” con lui tutte le emozioni di “A Winter’s Tale“.

 

Ciao Mattia, è un piacere incontrarti.
Abbiamo tantissime domande da farti. Siamo curiosi di scoprirti… Sei un affermato fotogiornalista e documentarista. Come è nata la sua passione per la fotografia?
Ho una laurea in Scienze della Comunicazione e una specializzazione in cinema e giornalismo.  Dal 2006 mi occupo quotidianamente di cronaca in Lombardia per il Corriere della Sera e il Corriere di Como e nel frattempo porto avanti i miei progetti fotografici personali di storytelling.
L’amore folgorante per il fotogiornalismo nasce dagli scatti di James Natchway e Paolo Pellegrin che durante l’adolescenza mi hanno aperto gli occhi.

 

mattia vacca_ carnevale di schignano _ lario Che ruolo affidi alla fotografia?
La fotografia ha un ruolo assolutamente centrale nella mia vita, mi ritengo estremamente fortunato ad aver fatto coincidere la mia più grande passione con l’attività di tutti i giorni.

Come è nata l’idea di raccontare per immagini il Carnevale di Schignano? 
 Il Carvevale è sempre stata una festa poco coinvolgente per me, fin da bambino. Quasi dieci anni fa, all’inizio della mia carriera, fui però mandato dal Corriere di Como a Schignano. Volevano valutare se fossi in grado di coprire la cronaca per un quotidiano: fu il mio primo assignment. Ho così imboccato quella strada a tornanti che dal Lago di Como sale fino al paese, strada che non avrei mai immaginato potesse diventare così familiare per me.
Ne rimasi affascinato, ripromettendomi di tornarci con più calma. Anni dopo stavo cercando un’ idea per un progetto long term in Italia che fosse in linea con una ricerca personale iniziata con “S’ Ardia” il lavoro scattato in Sardegna. Sono personalmente molto interessato a quell’Italia arcaica che in alcuni luoghi resiste nonostante tutto. Ho approfondito il Carnevale e le sue simbologie e ho scoperto un mondo di tradizioni , uno stile di vita, una realtà che sembrava al primo impatto davvero impenetrabile.
Come si è sviluppato il progetto del libro fotografico “A Winter ‘s Tale”? Ci racconti di questa straordinaria esperienza? 

Ho preso contatti con i mascherai alla fine del 2011 ed ho iniziato a scattare a gennaio 2012 entrando piano piano nella comunità, conquistandomi la loro fiducia e vivendo tutto sulla mia pelle senza risparmiarmi.
Non mi sono mai fermato fino a marzo 2014. Da qualche anno mi interesso di Crowdfunding ed ho strutturato un progetto articolato in vari step di finanziamento che offrivano la possibilità di acquistare il libro con stampe fine art in diversi formati e tirature e vari gadget tra cui un libro spin-off in materiali pregiati. Ho deciso di valorizzare il lavoro artigianale dei mascherai alpini soprattutto con un’Art Edition del libro che contiene una maschera in legno scolpita appositamente da uno dei piu importanti mascherai di Schignano.  Avevo tre mesi di tempo per arrivare alla cifra prefissata (12000 euro) e sono felice di aver raggiunto il risultato con un mese di anticipo ed aver chiuso il funding al 112% con più di 13.000 euro di finanziamento.Ho sempre realizzato l’editing dei miei lavori in completa autonomia , ma questa volta ero troppo coinvolto per operare delle scelte veramente oggettive e ho avuto l’onore di essere aiutato da Emanuela Mirabelli, photoeditor di MarieClaire, una delle più autorevoli in Italia.Il lavoro di editing è stato molto lungo in quanto la mole di scatti realizzati era davvero impressionante.
Ad ottobre 2014 ho fondato la mia micro-casa editrice “Delicious Editions” e mi sono occupato personalmente di ogni singolo aspetto della stampa e rilegatura del libro.

08Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
E’ il mio primo vero long-term project quindi umanamente mi ha coinvolto estremamente perchè è stato una parte importante della mia vita negli ultimi tre anni. Ovviamente con alcuni ragazzi di Schignano si sono creati legami di profonda amicizia e addirittura quest’anno sono stato invitato a partecipare al carnevale mascherato da Brùt, è l’onore più grande.
Per quanto riguarda l’ingresso in punta di piedi nel mondo dell’editoria, ho ancora molto da imparare, soprattutto per ciò che concerne la distribuzione e procedo a piccoli passi.

 

Ci sono state altre esperienze – progetti  viaggi che porti nel cuore?
Sicuramente il mio lavoro nei Balcani viene prima di tutto , soprattutto la Bosnia ,ma anche il Kosovo.
La Cina però è stato uno dei paesi più interessanti mai visitati  e voglio tornarci al più presto. In realtà ogni viaggio è speciale e sono molti i paesi nei quali vorrei tornare : Nicaragua, Vietnam, Turchia, Marocco…

Sara Biondi
Foto concesse da Mattia Vacca
mattia vacca a winter's tale _ lake como
mattia vacca fotogiornalista