Lario Arte.
Francesco Corbetta, classe 1977, noto fotografo comasco e titolare di Francesco Corbetta Studio, lancia il progetto artistico di urban artViva Piazza Roma”…
La piccola Piazza Roma, a Como, diventa un “museo a cielo aperto” con le opere fotografiche di Francesco Corbetta.
Città…architetture. Luoghi colorati, spazi carichi di identità…che invadono Piazza Roma…

 

viva piazza roma a COMO

Quando osservo una fotografia di Francesco Corbetta non riesco a non domandarmi: in quale città ci troviamo? A che contesto urbano fa riferimento questa immagine? Mi sembra di distinguerlo, ma … Un attimo dopo essermeli posti, questi interrogativi mi sembrano di solito un po’ inutili, o forse utili per il solo fatto di essere sorti e di segnalare in tal modo una sensazione di fondo. Per approcciare le foto insomma è importante riconoscere, più che la città o il quartiere di riferimento, il senso di spaesamento che le caratterizza. So che questo termine viene generalmente inteso in un’accezione negativa, cioè come sinonimo di estraneità e confusione. Nell’adoperarlo invece io mi ricollego al suo etimo, a quella parola latina pagus che significa villaggio in un senso rafforzativo, cioè come luogo di profondo radicamento, e che rappresenta l’opposto speculare di urbs, vale a dire città.
Lo spaesamento – etimologicamente sine pagus, cioè senza paese – era la condizione nella quale si trovava chi, verso la fine dell’800, si recava a Parigi dai villaggi rurali circostanti e, nel clima caleidoscopico della metropoli, smarriva l’immagine e finanche la memoria del suo pagus, del suo paese di provenienza. Una sensazione strana, accattivante e conturbante allo stesso tempo, a metà tra il frastornamento e un’appagante concitazione.
Certo, l’800 per fortuna è lontano, e con le metropoli abbiamo imparato a conviverci più o meno soavemente. Ma ci sono ancora luoghi e soprattutto momenti della condizione urbana in cui le coordinate spaziotemporali sembrano collidere generando un senso di stupore e sospensione. Per chiarirci, non sto affatto parlando dei cosiddetti non-luoghi, di quelle zone di passaggio, anonime e neutre, così indagate e in fondo celebrate dall’arte degli anni novanta. Le immagini di Francesco Corbetta sono semmai iper-luoghi, ambiti saturi di identità e percezioni che si mescolano, si stratificano, senza però compattarsi: anzi si svuotano, si alleggeriscono paradossalmente quanto più si accumulano. Luoghi colorati, briosi e spesso brulicanti, che talvolta sono appena sfiorati da un’elegante malinconia, ma che emanano pur sempre un senso di riservatezza e persino di felicità.
Già, esiste anche uno spaesamento felice, come queste foto testimoniano: non è che l’altra faccia dello spaesamento, il suo possibile rovescio. Non a caso le immagini scaturiscono dall’inversione cromatica degli scatti effettuata in post produzione: un’operazione emblematica della ricerca dell’altro versante della realtà, del suo lato più intenso e più intimo, che caratterizza il lavoro di questo artista.” Roberto Borghi

 

 

Redazione

 

 

Servizio fotografico a cura di News-Eventicomo.it

 

FRANCESCO CORBETTA STUDIO COMO

FRANCESCO CORBETTA STUDIO COMO

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